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Bentrovati amici di Plissé, oggi ci terrà compagnia il signor Problema: esatto, proprio quello che ci assilla la vita in qualsiasi modo, a tutte le ore e con qualsiasi mezzo.
«Buongiorno signor Problema.»
«Buongiorno a tutti.»
«Specifichiamo per chi ci legge che il signor Problema è qui nostro ospite non per discolparsi ma per fare quattro chiacchiere e magari cercare di apparire un po’ più digeribile agli occhi di chi lo incontra. A lei la parola.»
«Sì, dunque, vorrei sottolineare sùbito che io non sono un mostro, non sto lì a capitare fra capo e collo senza motivo e soprattutto credo che non sia stata mai riconosciuta la giusta dignità alla mia funzione, ecco.»
«Ecco, dice lei, però non può negare di creare ansia quando arriva: a tutti succede di incontrarla e sbuffare, come fa lei ad essere sempre per il mezzo?»
«Nella maggior parte dei casi la responsabilità è delle persone perché non sanno vivere in concordia, non è colpa mia.»
«Ci sta dicendo che siamo noi ad attirarla?»
«Certo, le faccio un esempio facile facile: c’è la guerra e io compaio, c’è la pace e io scompaio.»
«Ha ragione, però a volte non è questione di concordia, mi scusi, se io non ho i soldi per fare benzina lei compare.»
«Ma se inforca la bicicletta scompaio.»
«Lei la fa facile signor Problema, ma le cose, se permette, a volte sono un po’ più complicate.»
«Certo, spesso appaio perché la vita delle persone oggi è scandita dalla fretta, gli eventi incalzano più rapidamente che in passato comportando una maggiore probabilità di inciampare in noiosi grattacapi; però se vogliamo interpretare correttamente la casistica con cui ogni giorno mi confronto la vediamo lì a suggerirci che la maggior parte delle volte non ci vuole una mente particolarmente raffinata per farmi scomparire.»
«Siamo degli stupidi insomma. Facciamo un gioco, se le va: io le presento un quesito e lei mi spiega cosa devo fare perché lei scompaia.»
«Proviamo.»
«Mia moglie mi ha lasciato per stare con un altro.»
«In questi casi mi presento in una forma solo apparentemente complessa, innanzitutto deve smettere subito di amarla: indipendentemente dalle colpe di uno o dell’altra è necessario che l’amore evapori.»
«E poi?»
«Niente, io sparisco.»
«Signor Problema, sa che non è così…»
«Invece è così, niente amore, niente sofferenza e io scompaio.»
«Vabbè, secondo quesito: ho perso il lavoro, ho 60 anni, non ne troverò un altro e sono disperato.»
«Ma è disperato per i soldi, perché sta invecchiando o perché amava il suo lavoro?»
«Diciamo per i soldi, ho un affitto, le bollette eccetera.»
«Qui mi presento in una forma molto semplice: dove trovare i soldi?»
«Se me lo dice...»
«Calma, quando io mi presento nelle forme semplici significa solitamente che è sufficiente individuare la soluzione corretta e in poco tempo puff! Sparisco.»
«E io ‘sti soldi dove li trovo, mi scusi?»
«Questo non lo so, lei ha invitato me, mica la Soluzione.»
«Non faccia il furbo signor Problema, lei aveva detto che avrebbe spiegato come faceva a scomparire.»
«Ma per me può anche andare sotto un ponte. Poi sparisco.»
«Lei mi vuol fregare, se vado sotto un ponte lei ricomparirà moltiplicato per tre, o sbaglio?»
«Non sbaglia, ma piano piano si adatterà… Succede a tutti.»
«Bella roba, terzo caso: mettiamo che io abbia un disagio psicologico, mancanza di autostima, conflitti ambivalenti o altro.»
«Qui solitamente non mi presento mai d’improvviso, probabilmente si è preso sottogamba un disagio che nel tempo si è sedimentato fino a cementificarsi.»
«E cosa faccio?»
«Come ricordavo prima io non sono la Soluzione ma potrei consigliarle uno psichiatra dal momento che tornare indietro nel tempo non è concesso: è anche molto bravo, le do il numero se vuole.»
«Signor Problema, adesso, a parte questi giochetti, esempi e quant’altro, vorrebbe darci un consiglio, diciamo, molto generale e che abbracci più casistiche possibili affinché lei se ne stia buono e non appaia?»
«L’ho detto all’inizio: non complicarsi la vita, stare in allerta quando si coglie l’avvisaglia di ogni cambiamento perché io ad ogni novità salterò fuori sempre, di riffa o di raffa.”
«Allora sto chiuso in casa, pochi rischi…»
«Ma no, non faccia confusione tra rischi e problemi, ha già intervistato per caso il signor Rischio?»
«No, ma lei lo conosce?»
«Ci incontriamo a volte per lavoro ma non è che ci sia una collaborazione costante.»
«Che tipo è?»
«Un po’ pazzerello, gli chieda un’intervista e credo che si divertirà.»
«Lei dice che verrebbe?»
«Ma sì, è molto gioviale, uno che si butta.»
«A volte mi sembra di farle delle domande cretine, potevo arrivarci da solo.»
«Verrà senza garantirglielo perché odia le certezze ma se non insiste più di tanto sarà il primo a correre.»
«Interessante, quindi gli dirò “se le va venga altrimenti faccia come vuole”.»
«Esattamente.»
«Quindi conoscerà anche la signora Soluzione, il signor Caos e via dicendo…»
«Certo, siamo parte delle vostre vite dalla notte dei tempi, ma perché me lo chiede?»
«Lei non mi crederà ma ho sempre sospettato che vi mettiate d’accordo per combinarci qualche scherzo di nascosto di cui non scorgiamo bene la trama o lo scopo.»
«Ma no, noi stiamo dove state voi, se un piccione gliela vuole fare in testa ma lei è al coperto io non comparirò; se lei è un serial killer senza sensi di colpa e non si fa beccare io non avrò di certo nulla in contrario e me ne starò buono; però se lei è sterile e sua moglie rimane incinta potrei anche comparire e a quel punto mi farei pure in quattro: per lei, sua moglie, il bambino e il padre. Più fate cose stupide e più mi rinforzo: lo dica anche a sua moglie, non si sa mai…»
«Ma che collegamenti fa? E poi io non sono sterile signor Problema!»
«Questo lo crede lei.»
«Ho capito male o io intervistandola l’ho fatta per caso comparire?»
«Certo, sono qui.»
«Andiamo avanti, John Keats disse che la vita è un’avventura da vivere e non un problema da risolvere, cosa gli risponderebbe?»
«Che se l’è goduta poco, credo che gli avrebbe fatto piacere che io lo assillassi un po’ di più.»
«Gliene dico un’altra: le donne hanno un problema per ogni soluzione.»
«Ma lo sa che a volte lo penso anch’io?»
«Il signor Problema è un maschilista, me lo segno.»
«Ma andiamo, non è vero… Però a volte appaio a loro senza comprenderne bene il motivo, questo sì.»
«Torniamo seri: dal momento che è qui per aiutarci a conoscerla meglio vorrei indagare su quell’intreccio poco chiaro di cui le parlavo, magari sulle grandi questioni esistenziali, ad esempio, la tanto temuta fine: mi libererò di lei una volta che non ci sarò più?»
«Le piacerebbe…»
«E io dovrei sopportare per l’eternità che lei ogni tanto mi torturi con le sue trovate? Scusi la schiettezza ma è di questo che si tratta.»
«Sarò franco anch'io, non mi è permesso parlare del famoso “dopo” per ragioni di sicurezza.»
«Sicurezza di chi?»
«C’è un prima e un dopo. Punto.»
«Quindi c’è un dopo…»
«Sì, ma non esiste ancora.»
«Mi spieghi, non c’è ma ci sarà?»
«Esatto, ma soprattutto mai ci fu.»
«Mi sta mandando in confusione signor Problema.»
«Non è facile spiegare l’inspiegabile.»
«Se lo dice lei ci credo, comunque bisogna guardare avanti se ho capito bene.»
«Sempre avanti, tra l’altro è indispensabile se si pretende che io scompaia.»
«Da Problema a filosofo, che bellezza. Vorrei fare una lista dei suoi colleghi ma è troppo lunga: tra Fortuna, Sfortuna e Destino con chi si trova meglio a lavorare?»
«La fortuna ha un carattere un po’ incostante: c’è, non c’è, riappare; per carità, guai se non fosse così però a volte mi costringe a intervenire pesantemente proprio per tirarle un po’ le briglie.»
«È davvero cieca?»
«No, è un vecchio mito. La fortuna va molto a simpatia, quando si dice che con la iella si nasce non ci si allontana molto dalla realtà. Se la fortuna è presente, consiglio di assecondarla.»
«E la sua rivale?»
«La malasorte ha un temperamento meno ballerino, sicuramente lavoro meglio con lei perché entrambi emaniamo negatività, che poi è la nostra natura.»
«Non vi invidio, il Destino?»
«Uno stacanovista travestito da fannullone, a volte è un po’ pesante.»
«Caratteraccio?»
«Più che altro ombroso, non lo si vede mai, poi compare tutt’a un tratto e si fa come dice lui o si litiga.»
«D’altronde è comprensibile che il signor Destino voglia l’ultima parola.»
«Infatti, però deve gestire una responsabilità importante. Merita rispetto.»
«Ma sta in cima alla gerarchia?»
«Lo sapevo che me lo chiedeva, per farle capire… Faccia finta che la vita sia un wurstel.»
«Un wurstel, sì.»
«Ecco, il wurstel subisce trasformazioni, impacchettamenti, spedizioni eccetera…»
«Continui.»
«Il wurstel è un wurstel fino a che non viene mangiato, giusto?»
«Sì, certo.»
«Io sono il Problema e potrei dare delle rogne al wurstel, giusto?»
«Intende problemi in fabbrica, frigoriferi guasti e cose così immagino.»
«Esatto, poi il wurstel viene mangiato perché un giorno il Destino lo decide.»
«E se non viene mangiato?»
«Se il wurstel non viene mangiato il Destino aspetta che scada e lo giustizia.»
«Ma pensa, quindi la scadenza che il produttore scrive sulla confezione è dettata da lui…»
«Sempre, se la vita di un uomo ha una durata prevedibile è normale che ce l’abbia anche il wurstel, la carne scade.»
«Affascinante, io starei delle ore a parlare di queste cose ma il tempo è quel che è, un altro trittico e poi cambiamo discorso: Amore, Odio e Indifferenza.»
«Forse la collaborazione con l’Indifferenza è quella più produttiva: a lei non interessa se compaio o no e non mi ha mai ostacolato. Con l’Odio si lavora discretamente per più motivi: intanto è abbastanza prevedibile e poi mi ha sempre dato consigli non scontati.»
«È prevedibile ma le ha dato consigli non scontati?»
«L’ho detta male. Prevedibile perché se devo comparire in certe situazioni so già che è lui ad averci messo lo zampino e quindi di solito me lo ritrovo già sul posto; per quel che concerne i consigli l’Odio è sempre molto originale, a tratti geniale.»
«Ma che consigli può dare l’Odio al Problema?»
«Più che altro mi suggerisce come presentarmi per validare le sue motivazioni.»
«Mi faccia un esempio, chiaro possibilmente…»
«Le fattispecie si somigliano, una settimana fa, per dire, mi trovai davanti a un bisticcio tra un fascista e un comunista: chiaramente l’Odio aveva organizzato tutto…»
«Ma sarà stato odio vecchio credo.»
«Quello politico sì, ma lui sfruttò quelle ruggini per inserirsi più efficacemente in un certame di attenzioni verso la stessa donna.»
«Una canaglia.»
«L’Odio è fatto così.»
«Quindi cosa accadde?»
«I due uomini finirono al pronto soccorso perché se le erano date di santa ragione e io volevo apparire loro per fargli comprendere le conseguenze: una bella denuncia in cui sarei stato nel mezzo per anni, i tribunali, multe, gli avvocati eccetera eccetera.»
«Invece?»
«Invece l’Odio mi suggerì di comparire alla donna per farle comprendere che era meglio scappare da quei due.»
«E lei scappò?»
«Di corsa, e loro non trovandola più si diedero la colpa a vicenda. Questa mattina si è arrivati alla resa dei conti, si sono sparati in un parcheggio.»
«E questo sarebbe il consiglio geniale che le ha dato l’Odio?»
«Magari geniale geniale proprio no, però lei si è liberata definitivamente di due uomini violenti.»
«E il destino dov’era?»
«Lì nel parcheggio con una cartella in mano a compilare generalità e ora della morte, poi è andato via.»
«E lei signor Problema dov’era?»
«A quel punto non c’ero più, puff. Sparito.»
«Puff, e va bene, adesso però è il turno dell’Amore.»
«Specifico che parlerei di quello vero, non di possesso o altre manifestazioni deviate.»
«Quello vero va benissimo.»
«È una tragedia…»
«Ma come? È partito con quel bel preambolo e poi mi dice che è una tragedia…»
«Quando c’è l’Amore di mezzo la gente fa cose pazzesche con una dedizione che per me è scoraggiante.»
«Cioè, lei non riesce a comparire come vorrebbe, ho capito bene?»
«Non mi prendono in considerazione, tutto sembra superabile e in definitiva mi allontanano, mi fanno sentire inutile.»
«Quella sensazione è tremenda, posso immaginare lo scoramento.»
«A volte piango.»
«Non si butti giù signor Problema, cerchiamo di finire l’intervista con un
tono un po’ più rilassato, ma perché si alza, dove va?»
«Lei non capisce, io l’amo ancora!»
«Ma non faccia così, non pianga, la prego…»
«Non tornerà, l’ho persa... È colpa mia, io sono il Problema!»
«È andato via, ma guarda te, tiro in ballo l’Amore e questo cosa fa? Puff, sparisce.»